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title: Andiamo a riposare! | Jointly
description: Venerdì 17 marzo è stata la Giornata Mondiale del Sonno. Da liceali avremmo probabilmente detto ”Evvvai si sta a casa a ronfare!”. E infatti è quello che m
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# [Andiamo a riposare! | Jointly](https://jointly.pro/blog/2017/3/22/andiamo-a-riposare)

 Scritto da [Jointly](https://jointly.pro/blog/author/jointly) | Mar 21, 2017 11:00:00 PM

 Venerdì 17 marzo è stata la [**Giornata Mondiale del Sonno**](http://worldsleepday.org/). Da liceali avremmo probabilmente detto ”Evvvai si sta a casa a ronfare!”. E infatti è quello che mio figlio fresco diciottenne ha appunto commentato a questa notizia (perché anche ai *rovazziani* piace poltrire). Tutti gli altri (me compresa) avranno alzato gli occhi al cielo, o mentalmente al cuscino, pensando che “Si, sarebbe stupendo ma c’è quella riunione importante sul budget…” o “Ma dai, quel cliente viene apposta dall’altra parte del mondo per firmarci il contratto…”. Dunque, *rien a faire*! Peccato però, perché insieme all’esercizio fisico ed ad una dieta bilanciata, il sonno è il terzo pilastro della nostra Salute. Numerosi studi internazionali affermano che dormire male o non abbastanza impatta negativamente sulle nostre funzioni cognitive, sul nostro stato d’animo, sui tempi di reazione, sulla capacità di apprendimento e di memorizzazione. L’altra faccia della medaglia: chi dorme bene appare agli altri più sveglio, più giovane e più attraente (che dopo i 40 anni non è cosa da poco…). L’estetica ci fa un baffo? Ok! [Gli studi del dottor Vincenzo Tullo](https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwimqYT569jSAhVFCSwKHeTCBFsQFgghMAE&url=http%3A%2F%2Fwww.humanitasalute.it%2Fprima-pagina-ed-eventi%2F55875-giornata-mondiale-del-sonno-ecco-perche-dormire-bene-ti-mantiene-in-salute-foto-parere-esperto%2F&usg=AFQjCNHO0MgYFWx0X23VxytUXY3zjc1drQ&sig2=-LIhpbJRPS82Yl_MBNjEPw), specialista neurologo di Humanitas trovano un nesso fra un sonno patologico e la riduzione delle performance scolastiche e professionali. Comincia ad interessarci? Sempre in questi giorni [Thrive Global](http://journal.thriveglobal.com/more-proof-that-burnout-is-a-global-epidemic) ha approfondito il tema dello stress da lavoro e della sindrome da *burn out* definedole “epidemie globali” perché, se finora erano appannaggio di alcune professioni come quella medica, ora invadono tutti i campi lavorativi. Il [Wall Street Journal](http://wsj.com/articles/feeling-burned-out-at-work-join-the-club) puntualizza che i lavoratori che si sentono sopraffatti per un considerevole periodo di tempo dal lavoro, diventano apatici e assenti. I leader di progetto diventano taciturni in riunione, i top performer arrivano tardi, escono prima e fanno fatica ad alzarsi dal letto al mattino. Nel nostro piccolo, grazie ad una [ricerca dell’ Università la Sapienza di Roma ](http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/02/06/)sappiamo che l’82% dei bancari toscani sono “in ansia”. Da che parte cominciare? Uno studio del *Medicine Sleep Center della University of Washington* sostiene che la durata e la qualità del sonno sono dovuti ad una questione genetica in un intorno del 31-55%: il resto è dovuto ai comportamenti ed allo stile di vita. E a proposito di stile di vita, stare sempre “connessi”, guardando le email a tutte le ore e portandosi appresso il lavoro sempre ed ovunque (che non è lo * smartworking*, beninteso!) lo capiamo da soli che non fa bene. Ma per chi volesse una riprova può risalire ad una ricerca di Stanford del 2009 sui cosiddetti *media multitasker* che, in sintesi, diceva che questa iperconnessione aumenta il cortisolo e l’adrenalina interferendo così con la nostra capacità di concentrazione. E dalle mie osservazioni empiriche su molti manager, posso asserire anche sulla capacità di innovazione. Naturalmente la questione è complessa e difficile da risolvere. Io intanto ascolterò i consigli del dottor Tullo per un sonno di qualità:

1. Cenare né troppo presto né troppo tardi rispetto a quando si va a dormire ( e cenare in modo salutare possibilmente)
2. Bere l’ultimo caffè della giornata almeno 6 ore prima di coricarsi
3. Fare sport la sera ma non troppo tardi (occhio all’adrenalina!)
4. Avere una camera da letto “amica del sonno” (temperatura adeguata, materasso e cuscino confortevoli)
5. Avere tablet e smartphone con la luce (schermo) spenta almeno 1 ora prima di andare a dormire. In Giappone alle *vending machine* in metropolitana vendono già i lettini per cellulari …

 Barbara Demichelis

 Direttore editoriale Jointly Push to Open

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