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# [La salute delle persone è cruciale per le aziende | Jointly | Jointly](https://jointly.pro/blog/2022/6/9/la-salute-delle-persone-e-cruciale-per-le-aziende)

 Scritto da [Jointly](https://jointly.pro/blog/author/jointly) | Jun 8, 2022 10:00:00 PM

## La ricerca JLL presentata a Davos rivela che la metà dei collaboratori si sente a rischio di burnout. Ed è per questo che le priorità della forza lavoro sono cambiate in modo significativo, classificando salute e benessere (60%) al di sopra dello stipendio (50%)

Più della metà dei collaboratori (60%) chiede ad un’azienda di essere attenta al proprio benessere psico-fisico, e la principale aspettativa nell’accettare un posto di lavoro (70%) è che questo promuova attivamente uno stile di vita sano e attento alle persone. Il wellbeing è stato uno dei temi affrontati durante **l’ultimo incontro a Davos del World Economic Forum**. Nonostante quest’anno siano stati la guerra e gli stravolgimenti geo-politici al centro del dibattito, si sono anche approfondite **le conseguenze del “great reset”** e dei cambiamenti epocali che la pandemia ha portato con sé.

**Una delle ricerche presentate per stimolare il dibattito** aveva proprio come titolo “Ripristinare il benessere dei dipendenti per il nuovo mondo del lavoro”. Perché se la crisi pandemica ha messo a dura prova il sistema produttivo, ha anche dimostrato l’importanza vitale del capitale umano e **quanto sia cruciale avere collaboratori motivati e felici**.

La ricerca di JLL – condotta a marzo 2022 con un campione di più di 4mila persone in 12 Paesi – rivela che **la metà (49%) dei collaboratori si sente ancora sopraffatto** da un enorme sovraccarico mentale e in molti (46%) si sentono **isolato dai colleghi** e il 49% crede di essere **a rischio di burnout a causa del carico mentale** professionale o personale.

Ed è per questo che le priorità della forza lavoro sono cambiate in modo significativo, classificando **salute e benessere (60%) al di sopra dello stipendio (50%)**.

La salute fisica, mentale e sociale è diventata quindi una priorità anche per le organizzazioni perché **il benessere e la resilienza delle persone “hanno consentito alle aziende** – si legge nella ricerca – **di far fronte ai molti, ripetuti e spesso imprevedibili cambiamenti ai quali questi ultimi due anni il business si è dovuto adattare”**.

## Le nuove modalità di lavoro ibride che si stanno delineando nel post pandemia necessitano di un nuovo approccio al lavoro, che faccia tesoro di quanto appreso durante l’emergenza, per fra fronte a tre grandi sfide:

1. il passaggio da un mondo incentrato sul “posto di lavoro” a uno incentrato sulla persona, sulle capacità e i bisogni in un determinato momento
2. il passaggio da un ambiente di lavoro statico ad uno **dinamico**, dove i collaboratori possano modulare i propri livelli di concentrazione e ingaggio a seconda del lavoro da fare
3. il passaggio dalla gestione del tempo alla **gestione dell’energia**, se è vero che il lavoro ibrido non è mai costante e lineare

Dalla ricerca emerge che le aziende non sono ancora capaci di affrontare queste sfide: un collaboratore su tre non ha accesso a spazi per la propria salute e benessere in ufficio, o in convenzione, e la stragrande maggioranza (75%) ha difficoltà nel trovare il tempo o l’energia per incorporare abitudini sane nella propria routine lavorativa.

I bisogni e le aspettative delle persone rispetto al mondo del lavoro sono cambiati – il 70% cerca aziende attente al benessere e alla salute – e **le aziende devono adeguarsi velocemente**, anche per saper arginare il fenomeno delle grandi dimissioni. Strutturare un dialogo continuo con i collaboratori per capirne le esigenze e coglierne gli spunti e le proposte, ma anche **preparare i propri manager ad una nuova cultura del lavoro ibrido** e immaginare spazi e tempi del lavoro che abbiano al centro il benessere psico-fisico – che porta con sé resilienza e produttività – sono quindi i prossimi passi che le organizzazioni dovranno affrontare per competere sul mercato e aggiudicarsi i migliori talenti.

E i datori di lavoro in questo – è stato condiviso a Davos – hanno **una nuova responsabilità nel supportare attivamente le esigenze di salute e benessere delle proprie persone**.

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*Anna Zavaritt – giornalista e contributor Jointly*

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