---
title: "Più di 7 milioni, e sempre più soli: chi sono - e cosa cercano - i Caregiver italiani | Jointly | Jointly"
description: "I dati della ricerca BCG – Jointly ne delinea le caratteristiche: sono oltre 7 milioni, spesso lasciati soli, e quando chiedono aiuto lo trovano principalm"
---

[blog ](https://jointly.pro/blog)

# [Più di 7 milioni, e sempre più soli: chi sono - e cosa cercano - i Caregiver italiani | Jointly | Jointly](https://jointly.pro/blog/2023/6/21/tanti-e-sempre-piu-soli-caregiver-in-italia)

 Scritto da [Jointly](https://jointly.pro/blog/author/jointly) | Jun 20, 2023 10:00:00 PM

## I dati della ricerca BCG – Jointly ne delinea le caratteristiche: sono oltre 7 milioni, spesso lasciati soli, e quando chiedono aiuto lo trovano principalmente nelle strutture private.

Tanti e lasciati soli. Si potrebbe riassumere così la situazione dei caregiver in Italia che** lo studio “Care 4 caregiver” realizzato congiuntamente da Jointly e Boston Consulting Group** - su un campione di 12mila lavoratori dipendenti di aziende in diversi settori – ha indagato nei dettagli.

Oggi in Italia ci sono **oltre 7 milioni di caregiver** e un dipendente su tre (il 38%) si occupa di un familiare non autosufficiente: un vero e proprio secondo lavoro al quale la grande maggioranza di loro (77%) dedica in media 20 ore settimanali, con ricorrenza spesso quotidiana. Tanto che nel 15% dei casi le persone hanno valutato le dimissioni per far fronte ai carichi di cura. Questo anche perché **la cultura azienda è ancora poco attenta e inclusiva** verso i caregivers: quasi la metà di loro (38%) non ha condiviso la propria situazione con i colleghi nel timore di compromettere il proprio lavoro, ma anche chi l’ha fatto (23%) si è sentito poco compreso.

 

### Un Paese che invecchia, un bisogno che cresce

Ma non è solo l’azienda a lasciarli soli: **uno su tre (33%) ricorre a strutture private** per ricevere un’adeguata risposta ai bisogni famigliari, mentre unicamente in un caso su quattro (il 25%) riesce ad accede a strutture pubbliche. E sono **le cure domiciliari personalizzate il vero tallone d’Achille della sanità pubblica**: la metà dei caregiver ricorre a quella privata per trovare colf e badanti (51%) e organizzare fisioterapia a domicilio (40%), ma anche educatori professionali e supporto psicologico. E neanche più l’accesso alle cure ospedaliere è una garanzia del “pubblico”: ormai un caregiver su due (47%) entra come privato.

> *“Alla luce di quanto previsto non solo dal recente  DdL 506, il cosiddetto **“DdL Anziani” **– prosegue **Francesca Rizzi **-  ma anche dal disegno di legge delega per la semplificazione dei procedimenti amministrativi approvato recentemente che prevede semplificazione regolatoria e la riduzione degli oneri amministrativi a carico dei familiari che assistono congiunti con disabilità e anziani non autosufficienti, **crediamo fortemente che anche il welfare aziendale possa dare un contributo importante, in termini di soluzioni innovative** per facilitare il supporto alla cura e alla conciliazione, al fine di migliorare le condizioni di vita e lavorative dei caregiver familiari”.*

 

### I costi da affrontare, il carico mentale, la mancanza di tempo

Occuparsi del proprio caro significa anche affrontare dei costi. Dal punto di vista economico, dalla ricerca BCG – Jointly emerge che il 17% dei caregiver spende in media **oltre 10.000 euro all’anno** per l’attività di assistenza e cura, risorse che, in un caso su due, provengono da fondi personali o familiari. Ma i costi non si limitano a quelli “monetizzabili”: quasi un caregiver su tre (30%) dedica infatti almeno **14 ore alla settimana alla cura**, un impegno che per molti risulta “pesante” o “molto pesante”. Le difficoltà maggiormente percepite dai lavoratori caregiver sono soprattutto **carico mentale e mancanza di tempo**, tanto che il 56% degli intervistati desidererebbe fortemente poter staccare dal lavoro di cura, mentre il 44% sente di aver **bisogno di un sostegno psicologico**.

 

### Le risposte del welfare aziendale

La risposta a questi bisogni deve quindi necessariamente orientarsi verso soluzioni di welfare integrato che siano in grado di alleggerire questo tipo di carichi, offrendo servizi di supporto per i lavoratori caregiver e favorendo una conciliazione che risulti sempre più efficace.

Tra gli esempi di attività e servizi che, secondo le aziende intervistate, andrebbero messi più in evidenza nell’offerta di welfare ci sono, ad esempio, gli **sportelli di orientamento** sui servizi messi a disposizione anche da parte del settore pubblico e sulle **procedure burocratiche da attivare**; la segnalazione di** strutture specializzate** in determinate casistiche di disabilità; lo sviluppo di **piattaforme di networking e condivisione** di esperienze tra familiari.

***

*Anna Zavaritt – giornalista e contributor Jointly*

[Visualizza articolo completo](https://jointly.pro/blog/2023/6/21/tanti-e-sempre-piu-soli-caregiver-in-italia)

```json
{
  "@context" : "http://schema.org",
  "@type" : "BlogPosting",
  "author" : {
    "@type" : "Person",
    "name" : "Jointly"
  },
  "dateModified" : "2024-10-01T13:12:59.514Z",
  "datePublished" : "2023-06-20T22:00:00Z",
  "headline" : "Più di 7 milioni, e sempre più soli: chi sono - e cosa cercano - i Caregiver italiani",
  "image" : {
    "@type" : "ImageObject",
    "height" : 1200,
    "url" : "https://25628331.fs1.hubspotusercontent-eu1.net/hubfs/25628331/Imported_Blog_Media/bb6c5424701f4e2aa58847dfd57e4341.jpg",
    "width" : 1200
  },
  "mainEntityOfPage" : "https://jointly.pro/blog/2023/6/21/tanti-e-sempre-piu-soli-caregiver-in-italia",
  "publisher" : {
    "@type" : "Organization",
    "logo" : {
      "@type" : "ImageObject",
      "height" : 60,
      "url" : "/hs/hsstatic/content_shared_assets/static-1.4092/img/default-amp-logo.png",
      "width" : 60
    },
    "name" : "blog"
  }
}
```