Oggi 10 ottobre si celebra il World Mental Health Day, la Giornata Mondiale della Salute Mentale. Come ogni anno l'obiettivo generale della giornata è quello di sensibilizzare la comunità sulla prevenzione della salute mentale e la promozione del benessere personale.
I problemi mentali sono più diffusi di quanto si pensi: in tutto il mondo sono 300 milioni le persone colpite dalla depressione (prima causa di disabilità) mentre l’ansia riguarda 260 milioni di individui. La situazione lavorativa è certo uno dei primi fattori che influenza la salute mentale di una persona, ma allo stesso tempo è il luogo in cui si possono attuare tutte le misure di prevenzione e promozione della salute mentale stessa. Per questo Jointly, insieme ai propri Partner e alle Aziende della propria rete ha deciso di investire nel benessere psicologico, fisico e relazionale dei dipendenti con la Wellbeing Challenge.Cos'è la Wellbeing Challenge?
La Jointly Wellbeing Challenge è un insieme di iniziative volte ad insegnare alle persone che lavorano in azienda come adottare uno stile di vita più sano e promuovere così il benessere organizzativo attraverso percorsi guidati da psicologi, nutrizionisti e specialisti del benessere fisico per imparare a gestire i piccoli e grandi stress della nostra vita quotidiana. Per maggiori informazioni CLICCA QUI
Il moderno concetto di salute mentale supera la separazione tra individuo, gruppo e organizzazione, evidenziando come tutti siano parte attiva, e la compromissione della “salute” di uno di questi influenza anche quella dell’altro. Quando si rilevano condizioni di scarso benessere organizzativo si determinano, sul piano concreto, fenomeni come: diminuzione della produttività, assenteismo, bassi livelli di motivazione, ridotta disponibilità al lavoro, carenza di fiducia, mancanza di impegno. Dunque, investire sulle persone è diventato, più di ogni altra cosa, un imperativo per tutte le imprese che intendono tenere il passo con i tempi moderni.
- l’individuo, inteso come singola persona che all’interno della dimensione lavorativa porta con sé necessità e bisogni legati anche all’ambiente giornaliero extra-lavorativo, che influiscono sulle sue prestazioni e sul suo vissuto al lavoro;
- il gruppo, che può essere considerato non semplicisticamente la somma delle singole parti che lo compongono; ma un insieme all’interno del quale i singoli componenti portano qualcosa di sé;
- l’organizzazione, portatrice anch’essa di una propria cultura, di identità e di obiettivi istituzionali.
L’azienda che adotta una politica finalizzata al conseguimento del “benessere organizzativo” dei dipendenti favorisce per le proprie risorse umane:
- I dipendenti felici sono più soddisfatti di loro stessi e del proprio lavoro.
- Il dipendente felice ha prestazioni migliori.
- I dipendenti felici rimangono in azienda più a lungo e attirano nuovi e migliori talenti.
I vantaggi derivanti dall’impegno e dalle pratiche concrete atte al miglioramento della soddisfazione e del benessere del dipendente nell’ambiente lavorativo porta l’azienda ad avere:
- un miglioramento a livello personale della qualità della vita;
- l’aumento dell’autostima e della motivazione;
- l’ accrescimento delle competenze e capacità professionali.
- Maggiore produttività
- Migliore qualità del lavoro svolto
- Meno turnover
- Meno assenteismo
- Recruiting favorito
- Valorizzazione del brand e dell’immagine