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title: "New ways of working: futuro o presente? | Jointly"
description:   Era il 2012 quando l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano ha avviato la ricerca sull’evoluzione dei modelli di organizzazione del lavoro,
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# New ways of working: futuro o presente?

 Published by [ Jointly ](https://jointly.pro/blog/author/jointly) on  Oct 1, 2021 12:00:00 AM

   Era il 2012 quando l’ **Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano** ha avviato la ricerca sull’evoluzione dei modelli di organizzazione del lavoro, sviluppando nel tempo modelli che oggi appaiono così attuali. All’inizio i casi di aziende che accoglievano e sperimentavano i nuovi principi ispirati allo **Smart Working** erano molto pochi, nel tempo sono cresciuti, ma è il 2020 che ha segnato la svolta: le persone che hanno lavorato da remoto durante la pandemia sono state circa **6 milioni** contro i 450.000 del 2019 e si stima che resteranno circa 5 milioni i lavoratori che continueranno ad adottare lo Smart Working post emergenza. Un cambiamento epocale per il mondo del lavoro: la pandemia ha accelerato l’evoluzione rendendola reale! Il boost dato alla trasformazione digitale, già avviata dalle aziende, è stato considerevole e ha portato importanti benefici. E perché questi benefici siano sostenibili nel tempo è bene che le organizzazioni sfruttino questo momento come un’opportunità per costruire un nuovo futuro, ormai imminente. **La vera sfida è la definizione di nuove modalità di lavoro per garantire il miglioramento continuo delle performance aziendali e dei livelli di engagement e motivazione delle persone, grazie a un ridisegno dell’employee experience**. Ci troviamo, quindi, in una fase di transizione tra passato e futuro, ed è proprio in questo passaggio che bisogna provare a innovare e ridisegnare il lavoro delle persone, non solo inteso come alternanza tra lavoro da remoto e in presenza, ma anche all’interno degli uffici, progettando una nuova esperienza del lavoro in presenza. È tempo, dunque, di f **are evolvere lo Smart Working verso i New Ways of Working**, indirizzando nuovi approcci e mindset per affrontare in modo efficace l’organizzazione delle attività lavorative. New Ways of Working è un concetto molto più ampio del semplice lavoro da remoto che veniva associato allo Smart Working: se prima quando si parlava di forme di flessibilità lavorativa ci si limitava impropriamente alla sola accezione di lavoro da remoto occasionale, in cui si aspirava a modelli di **work-life balance**, si utilizzava meglio il digitale e si introduceva il concetto di gestione per obiettivi e risultati, oggi si va verso una flessibilità completa e inclusiva, mirata a creare un modello che guardi alla work-life integration e alla realizzazione della persona.  

## Quali sono gli obiettivi da perseguire in un progetto di New Ways of Working?

 Bisogna, innanzitutto, che le organizzazioni comprendano il “perché” è necessario cambiare, avere chiara cioè la propria visione di evoluzione organizzativa. In questo contesto, occorre tener presente che le persone hanno sviluppato un nuovo approccio al lavoro e che le loro esigenze sono cambiate: per questo è necessario essere pronti a rispondere a nuovi bisogni e aspettative, **ridisegnando l’employee experience con un’ottica di maggior coinvolgimento della persona all’interno dell’organizzazione** e di forte connessione, secondo il nuovo paradigma **connected people care (Osservatorio HR Innovation Practice – Politecnico di Milano)**. Le iniziative organizzative devono essere orientate alle esigenze specifiche di ogni persona, ponendo attenzione e cura nel definirne una **esperienza sempre più personalizzata**, sfruttando il potenziale offerto dalle tecnologie in termini di raccolta ed elaborazione di dati provenienti da diverse fonti e tenendo conto delle competenze e attitudini delle persone. Dunque, l’obiettivo principale che le organizzazioni devono porsi è il **people engagement** e per perseguirlo bisogna adottare un approccio sistemico nella riprogettazione dell’employee experience, sfruttando tutte le leve a disposizione. In particolare, è necessario promuovere un’esperienza di lavoro in sede e da remoto **ottimale dal punto di vista professionale ed emotivo,** attraverso spazi che ispirino e motivino le persone, adottare tecnologie che semplifichino le proprie attività, permettano di garantire e monitorare i propri livelli di produttività e il proprio sviluppo, e di valorizzare l’esperienza personale e professionale. **Bisogna inoltre favorire una cultura orientata al benessere della persona, alla sua crescita e al miglioramento, attraverso nuovi *modelli di leadership*, e, in generale, introdurre servizi e strumenti volti all’engagement e a una migliore *people experience*, sempre più integrata**.  

## Come fare ad approcciare in maniera matura un progetto di Smart Working?

 Chiarita la motivazione alla base del cambiamento, è bene concentrarsi sul “come” individuare le modalità per attuarlo. È opportuno, perciò, **reinterpretare le leve di progettazione dello Smart Working in maniera integrata,** facendo evolvere l’organizzazione e i modelli lavorativi attraverso “progetti di Smart Working più maturi, basati sul disegno e sviluppo di nuove Employee Experience e New Ways of Working attraverso un **utilizzo più avanzato di HR Practices**, ** tecnologie, spazi fisici, approcci di people care e nuovi modelli culturali** con l’obiettivo di creare un cambiamento profondo non soltanto nei comportamenti lavorativi ma an­che nella cultura stessa dell’organizzazione”. Progettare i New Ways of Working attraverso una visione sistemica vuol dire agire su tutte le leve contemporaneamente e in modo connesso, tenendo in considerazione il *framework *di seguito descritto, sviluppato da [**Partners4Innovation**](https://www.p4ihub.it/home/).

## Technology

 Se, di norma, è necessario **definire una *roadmap*** tecnologica per individuare la dotazione in termini di *device* e strumenti che permettano alle persone di lavora­re in modo flessibile sia all’esterno sia all’interno delle sedi aziendali e di rispettare requisiti di sicurezza informatica, nel ridisegnare l’ *employee experience *bisogna focalizzare l’attenzione anche su altre tipologie di tecnologie, quali:

- ***Working activity technology***: tecnologie che permettono il raggiungimento di efficacia lavorativa (strumenti di collaboration, task management, archiviazione e condivisione dati e documenti, chat, …);
- ***Personal development technology***: tecnologie che consentono di monitorare le proprie performance e avere impatti da un punto vista di crescita e sviluppo personale (es. analytics dashboard, tool continuous feedback, engagement monitoring, …);
- ***Work-life integration technology:*** tecnologie che supportano l’erogazione di servizi pensati per un’esperienza dell’employee integrata e sinergica dal punto di vista professionale e personale (es. app per la prenotazione della postazione di lavoro, food delivery, smart mobility, mindfullness app, …).

  

## Leadership & culture

 Per supportare le persone nell’adozione consapevole di un approccio basato sull’orientamento alla performance e misurazione dei risultati è necessario ridefinire comportamenti e stili manageriali. In particolare, è importante tenere in considerazione alcuni principi:  

- ***Hybrid work***: promuovere l’organizzazione del lavoro in un contesto ibrido caratterizzato da lavoro da remoto e in presenza, curando esigenze professionali e la work-life integration;
- ***Empowerment & entrepreneurship***: promuovere una cultura basata sulla responsabilizzazione sui risultati e sul miglioramento continuo stimolando le persone a confrontarsi e interagire anche con interlocutori esterni all’organizzazione, promuovendo un approccio imprenditoriale basato sulla consapevolezza del contesto in cui si lavora e cogliendone le opportunità di innovazione;
- ***Inclusion***: saper riconoscere e valorizzare la diversità nei suoi molteplici aspetti, creando un ambiente in cui le persone si sentano libere di esprimere le proprie passioni e le proprie debolezze.

  

## Physical layout

 Con riferimento agli spazi fisici occorre non solo disegnare e te­stare opportune configurazioni di spazi che tengano conto delle caratteristiche e delle esigenze lavorative dei diversi team e che siano sufficientemente flessibili e riconfigurabili, ma questi devono essere riprogettati in modo da creare esperienze di lavoro arricchenti e motivanti per le persone soprattutto in presenza, garantendo:  

- ***Differentiation***: presenza di spazi differenziati per le diverse esigenze lavorative (collaborazione, comunicazione, creatività, concentrazione);
- ***Organizational identity: ***presenza di spazi concepiti per la trasmissione di valori aziendali e la promozione di engagement, socializzazione e senso di appartenenza;
- ***Openness***: presenza di spazi in condivisione con altre realtà (es. start up, incubatori) in ottica di *open innovation*, o di ambienti diffusi sul territorio per amplificare la possibilità di scelta di luoghi di lavoro (es. hub aziendali, coworking, …).

  

## Hr Practice

 Nell’ambito delle HR Practice il punto di partenza, ma spesso anche di arrivo, nei tradizionali progetti di Smart Working è sempre stata la predisposizio­ne di una regolamentazione aziendale/policy che definisse l’insieme delle regole con cui l’azienda intendeva disciplinare questa pratica, tra cui l’orario di lavoro e la gestione dei permessi e degli straordinari. Partendo da questo, l’ambito dell’HR Practice deve ampliarsi comprendendo una serie di iniziative che facciano riferimento a:  

- ***Organizational alignment***: azioni che promuovono la trasparenza e l’allineamento organizzativo (impatto sull’identità aziendale e valori, promozione dell’engagement, …);
- ***HR Analytics***: introduzione di *analytics *per migliorare l’*employee* *experience*, governare e monitorare un modello di organizzazione del lavoro flessibile e dinamico;
- ***People development***: azioni volte a personalizzare l’esperienza di relazione azienda-dipendente in relazione allo sviluppo e alla crescita professionale (es. continuous feedback, self training, engagement monitoring, …).

  

## People care

 Infine, anche gli approcci di people care, intesi come l’insieme delle iniziative per favorire il benessere e l’identificazione lavorativa, devono evolvere introducendo interventi che migliorino la qualità della vita delle persone, dentro e fuori dall’organizzazione, attraverso un’offerta di servizi e programmi ricca e completa. In particolare, è necessario considerare tre aspetti:

- ***Welfare***: benessere economico, attraverso la creazione di servizi di sostegno e miglioramento della qualità della vita dei collaboratori e dei loro familiari, in modo da contribuire attivamente al loro benessere anche al di fuori dell’azienda;
- ***Wellbeing***: benessere psico-fisico, promuovendo azioni che possano favorire un migliore stato mentale e fisico della persona (es. gestione stress, riposo e nutrizione, postura, ….);
- ***Purpose*****:** benessere sociale, costruendo un “sistema organizzativo” che favorisca la work-life integration, l’identificazione lavorativa e l’engagement delle persone (politiche di flessibilità lavorativa, iniziative per favorire il senso di appartenenza e i valori aziendali, …).

   A cura di Emanuele Madini – Partner e “People & Innovation” Practice Leader di Partners4Innovation Chiara Calafiore – “People & Innovation” Practice Manager di Partners4Innovation  

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