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# Il “pezzo di carta” per i ragazzi conta ancora, ma è fondamentale scegliere bene.

 Published by [ Jointly ](https://jointly.pro/blog/author/jointly) on  Oct 13, 2020 12:00:00 AM

 In base agli ultimi dati Istat  ed Eurostat  pubblicati a inizio mese, in Italia, la quota di popolazione con titolo di studio terziario continua a essere molto bassa (19,6%) , circa la metà di quella europea (33,2% ). Eppure quel pezzo di carta, la laurea, aiuta ancora a trovare un lavoro, lo raccontano i numeri: **quasi quattro laureati su cinque (78,9%) tra i 30 e i 34 anni trovano un lavoro, più del doppio rispetto a chi abbandona gli studi (35,4%) con la maggior età.** Perché così pochi allora decidono di continuare gli studi? Oltre alla **motivazione personale** e all’ **investimento economico**, la bassa quota di giovani con un titolo terziario risente anche della **disponibilità molto limitata nel nostro Paese di corsi terziari di ciclo breve**, i così detti “professionalizzanti” organizzati dagli Istituti Tecnici Superiori. Percorsi più pratici rispetto ad una laurea - pochi e poco conosciuti - che consentono però di imparare un mestiere. E che potrebbero contribuire ad evitare il grave problema dell’abbandono scolastico che porta con sé quello della disoccupazione: **l’Italia detiene il triste primato nella UE della percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano – i così detti NEET, acronimo inglese per Neither in Employment or in Education or Training. Sono più di uno su cinque, il 22,2%, una cifra di circa 10 punti superiore al valore medio Ue28 (12,5%) e decisamente distante dai valori degli altri grandi Paesi europei.** Creare consapevolezza – nei genitori e nei ragazzi – sull’importanza dello studio è quindi un primo passo fondamentale. Il secondo, non meno importante, è aiutarli a capire quali sono le materie e i percorsi più “spendibili” nel mercato del lavoro.  **Nel 2019, il tasso di occupazione della popolazione laureata raggiunge il livello più alto per l’area medico- sanitaria e farmaceutica (86,8%), seguita da quella scientifico e tecnologico - le cosiddette STEM, acronimo inglese per Science, Technology, Engineering and Mathematics  (83,6%) -  quelle dell’area socio-economica e giuridica (81,2%) e infine i titoli dell’area umanistica e servizi (76,7%) . Tutto l’opposto di quello che invece oggi i nostri ragazzi stanno studiando: meno di un laureato su quattro in Italia (24,6%) si è laureato in STEM, mentre la nostra cultura rimane umanistica.** Con il progetto #PushtoOpen accompagniamo genitori e figli alle prese con uno dei periodi più delicati nella crescita dei ragazzi, quello delle medie e del liceo e durante la scelta del loro futuro accademico. Il 98% degl studenti che ha partecipato al nostro percorso “diplomati” ritiene che partecipare a P2O abbia migliorato la propria capacità di scelta, perché secondo loro il programma “ fornisce la «cassetta degli  attrezzi» per compiere una scelta consapevole”. **Quasi la metà dei ragazzi (39%)  ha aumentato di molto la propria autostima e si sente più consapevole di sé e delle proprie possibilità. Anche la quasi totalità dei genitori è molto soddisfatta di questo percorso che ha migliorato la capacità di dialogo e confronto con i figli e aumentato la loro consapevolezza sulle future scelte. Oltre l’80% dei genitori ritiene che P2O Junior fornisca infatti strumenti utili per guidare il proprio figlio/a verso una scelta consapevole**

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