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# Great Resignation: quando l’insoddisfazione fa più dello stipendio

 Published by [ Jointly ](https://jointly.pro/blog/author/jointly) on  Apr 12, 2022 12:00:00 AM

### Il fenomeno delle dimissioni di massa e l’importanza del benessere sul lavoro: approfondiamo insieme cause e (prime) conseguenze, cercando di capire come interpretare questo fenomeno in forte crescita anche in Italia

Da qualche mese il tema delle dimissioni di massa è diventato un vero rompicapo per le aziende, tanto che negli Stati Uniti l’azienda McEntire Produce ha creato [una figura ad hoc per ascoltare le insofferenze dei propri collaboratori](https://forbes.it/2022/02/07/grandi-dimissioni-causa-cosa-le-azienda-non-capiscono/#:~:text=Viene%20chiamato%20Great%20Resignation%20e,di%20novembre%2C%20un%20record%20storico) e convincerli a restare.

### **Un fenomeno solo americano?**

Questo nuovo trend è partito oltre oceano dove da aprile 2021 c’è stato un flusso costante – in media **4 milioni al mese – di persone che hanno scelto di lasciare il proprio lavoro**. Da cosa dipende? In parte da un mercato del lavoro che negli Usa è decisamente più dinamico e flessibile che in Europa, ma non solo perché il fenomeno riguarda i Paesi di tutto il mondo, Italia compresa. Secondo i dati del Ministero del Lavoro da luglio 2020 **l'aumento delle dimissioni volontarie **è stato in costante aumento e **nel secondo trimestre del 2021 sono quasi raddoppiate (+85% in un anno)**.

### **I soldi non fanno la felicità**

La maggior parte dei lavoratori che “lascia” lo fa perché cerca un **senso di scopo nel proprio ruolo professionale**, come ha documentato la ricerca [“Great Attrition’ or ‘Great Attraction’? The choice is yours”](https://www.mckinsey.com/business-functions/people-and-organizational-performance/our-insights/great-attrition-or-great-attraction-the-choice-is-yours) appena pubblicata da McKinsey. Vuole cioè **“connessioni interpersonali con i colleghi e con i manager”** e, soprattutto, desidera **“relazioni, non transazioni”**. **Anche a costo di assumersi dei rischi**: il 36% di chi ha dato le dimissioni negli ultimi sei mesi lo ha fatto senza avere già un nuovo impiego. È quest’ultimo elemento valoriale che rende il fenomeno della Great Resignation diverso dai turnover che ciclicamente ci sono nel mercato del lavoro. Ed è inutile correre ai ripari con benefit e servizi aggiuntivi - come hanno provato a fare Amazon e Wallmart per esempio - se non si rinnova il **patto di fiducia e ascolto con i propri collaboratori.**

### **Benessere al centro**

La pandemia ha cambiato radicalmente ciò che le persone si aspettano dal lavoro e le aziende devono imparare ad **ascoltare in maniera attiva **e regolare i bisogni dei collaboratori, prima che si trasformino in frustrazione e incompatibilità. La più recente conferma anche in Italia arriva dall’ultimo [Work Trend Index](https://www.microsoft.com/en-us/worklab/work-trend-index): **più di un italiano su due (54%) **è propenso a **dare priorità alla propria salute e benessere** rispetto al lavoro. E più di un terzo (37%) dichiara che per questa ragione valuterà di cambiare lavoro nel prossimo anno, con un **picco tra le fasce più giovani (49% della Gen Z e dei Millennials)**. Le aziende sono avvisate, e conviene fare bene i conti. Se è vero che [ogni dimissione ha un costo economico ed organizzativo che è tra un terzo e la metà dello stipendio annuo della persona che lascia](https://www.fastcompany.com/90687805/this-is-the-cost-of-the-great-resignation-heres-what-leaders-can-do), difronte al fenomeno delle dimissioni di massa è fondamentale saper valorizzare il capitale umano della propria azienda. Perché **se le persone stanno bene al lavoro, saranno meno tentate di cambiarlo**.

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*Anna Zavaritt - giornalista e contributor Jointly*

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